MOSTRA
Fra gli appuntamenti al SexArt Village di Roma un focus dedicato all'arte erotica
Nell'ambito della manifestazione SEXART VILLAGE a Roma dal 1° luglio all'8 agosto (Roma, Tendastrisce, Via Perlasca 69, www.sexartvillage.it) la galleria Tartaglia Arte presenta una sezione di spazi espositivi dedicati all'arte erotica, chiamata "SEXART GALLERY": mostre di pittura, scultura, fotografia, installazioni e multimedialità della durata di 10 giorni ciascuna di vari artisti contemporanei nazionali e internazionali.
Ogni autore personalizzerà la sala dedicata secondo il proprio stile, dedicando opere eseguite appositamente per la manifestazione. Saranno organizzati inoltre concorsi di pittura per giovani artisti e, nella sezione del palcoscenico principale, esibizioni e performance artistiche dal vivo: creazione di opere pittoriche con modelle, performance di body art, body painting.
Nel contesto del villaggio si potranno ammirare anche opere erotiche di grandi artisti scomparsi e manifesti cinematografici storici.

Amèrico Di Gregorio (Venezuela)
Dal Venezuela, dove è nato, fin da piccolo fu inserito nella cultura artigianale contadina dell'interno del territorio teramano. Gli studi artistici gli permisero di comprendere anche i grandi artisti abruzzesi del Medioevo. Con la maturità comprese lo stretto rapporto esistente tra l'arte con la A maiuscola e l'artigianato dei propri avi.
Solo dopo l'esperienza romana tra artisti, anche famosi, ritornò nella provincia abruzzese, stavolta alle pendici della Maiella e non più del Gran Sasso; Fara Filiorum Petri divenne la sua nuova residenza. Paese situato tra Rapino, Pretoro e Guardiagrele, quindi, tra l'arte del ferro battuto, della ceramica e del legno.
Trovò entusiasmante cimentarsi nella pittura con soggetti del patrimonio tradizionale come le famose "FARCHIE" di San Antonio Abate.
Dapprima attratto dal valore artistico e plastico di quegli elementi tradizionali, in seguito continuò la sua ricerca attorno a questi e ad altri segni culturali e tradizionali del luogo.
Casualmente, ovvero per dare più corpo e intensità alla sua pittura, incontrò l'intaglio a punta di coltello (intaglio pastorale di antica tradizione abruzzese ) in seguito sentì il bisogno di legare l'antico con il presente.
Attualmente la sua ricerca, pur approfondendo e raffinando l'arte dell'intaglio pastorale, sente l'esigenza di sperimentare nuove tecniche che uniscano le due forme espressive, anche con inserimenti materici, di vario tipo che rendono le sue opere interessanti proprio per quella felice intuizione di recuperare una cultura del passato e proiettarla nel contemporaneo.
 
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