DI GREGORIO AMÈRICO
Dal Venezuela, dove era nato, fin da piccolo fu inserito nella cultura artigianale contadina dell'interno del territorio teramano. Gli studi artistici gli permisero di comprendere anche i grandi artisti abruzzesi del Medioevo. Con la maturità comprese lo stretto rapporto esistente tra l'arte con la A maiuscola e l'artigianato dei propri avi.

Solo dopo l'esperienza romana tra artisti, anche famosi, ritornò nella provincia abruzzese, stavolta alle pendici della Maiella e non più del Gran Sasso; Fara Filiorum Petri divenne la sua nuova residenza. Paese situato tra Rapino, Pretoro e Guardiagrele, quindi, tra l'arte del ferro battuto, della ceramica e del legno.

Trovò entusiasmante cimentarsi nella pittura con soggetti del patrimonio tradizionale come le famose "FARCHIE" di San Antonio Abate.

Dapprima attratto dal valore artistico e plastico di quegli elementi tradizionali, in seguito continuò la sua ricerca attorno a questi e ad altri segni culturali e tradizionali del luogo. Casualmente, ovvero per dare più corpo e intensità alla sua pittura, incontrò l'intaglio a punta di coltello (intaglio pastorale di antica tradizione abruzzese ) in seguito sentì il bisogno di legare l'antico con il presente.

Attualmente la sua ricerca, pur approfondendo e raffinando l'arte dell'intaglio pastorale, sente l'esigenza di sperimentare nuove tecniche che uniscano le due forme espressive, anche con inserimenti materici, di vario tipo che rendono le sue opere interessanti proprio per quella felice intuizione di recuperare una cultura del passato e proiettarla nel contemporaneo.



DI GREGORIO AMÈRICO

In Venezuela, where he was born, from a young age he participated in handcraft culture within the territory of Teramo. The artistic studies ever allowed him to understand the great abruzzese artists of the middle Ages. With maturity, he understood the strict relation between the true meaning of art and the handcraft of its ancestor.

Only after the roman experience between famous artists , he returned to Abruzzo, now at the slopes of Maiella, and no more of Gran Sasso; Fara Filorum Petri became his new residence. A village situated between Rapino, Pretoro and Guadiagrele, hense, between the wrought iron art, ceramic and wood art.

He found it exhilarating to test himself in a picture with subjects of traditional legacy like the famous "FARCHIE" of Sant' Antonio Abate.

Initially the artistic value of those traditional elements were attractive, following he continued his search around at these and other cultural and traditional signs of place. Casually, in other words to give more body and intensity to his painting, he met the incision at knife-point (pastoral incision of ancient abruzzese tradition), following he noticed the need to tie the past with the present.

Actually his search, deepening and refining the pastoral art, he noted the need to experiment with news techniques that united the two expressive forms, also with material insertion of different types that rendered his pictures interesting thanks to that delightful intuition to recover a culture of the past and project it into the contemporary.


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